E.V.A. – Mag. 2008

La Galleria De Nisi DeniArte in collaborazione con L’A.R.G.A.M.
(ASSOCIAZIONE ROMANA GALLERIE D’ARTE MODERNA)
presenta la mostra collettiva E.V.A. Experience of Visual Attraction
20 maggio al 20 giugno 2008
Vernissage 20 maggio ore 18,00

PATROCINIO: COMUNE DI ROMA –ASSESSORATO ALLA
CULTURA, SOVRINTENDENZA
COMUNALE – MOSTRE E MANIFESTAZIONI CULTURALI
In collaborazione con la DIREZIONE GENERALE PER L’ALTA
FORMAZIONE ARTISTICA, MUSICALE E COREUTICA DEL MUR
con la FONDAZIONE VENANZO CROCETTI e con l’ARCHIVIO DELLA
SCUOLA ROMANA

Presenti gli artisti

Mauro Alberti, Massimo Attardi, Cesare Berlingeri, Sergio Salomone

TESTO CRITICO: Il nostro tempo, ormai definito post-umano, presenta un paradosso che, in quanto tale, vale la pena di investigare attraverso la lente ispirata, e non mediata da logiche razionalistiche, dell’arte.
Il paradosso e’ il seguente: dato un tempo, il nostro, in cui il corpo si trova al centro dell’interesse sociale, rappresentandone quasi il fulcro; dato il suo ruolo primo ed il suo essere una leva d’azione di sterminati interessi dell’ambito umano, non ultimo quello economico; a fronte di una sostenuta mitizzazione del corpo, un colpo di spugna basta a svelare che questa mitizzazione altro non e’ se non una imposta valorizzazione dell’esteriorizzazione del corpo stesso. Il risultato e’ sotto gli occhi di tutti: una progressiva declassazione, banalizzazione, mercificazione ed infine umiliazione di un corpo depauperato del proprio valore : un valore Divino, a chi piace considerare Adamo ed Eva fatti a immagine e somiglianza di Dio, umano per tutti gli altri. Se nel mondo classico il mito del “kalos kai agathos” , eleva l’uomo, l’atleta, la forma, innamorando l’umanità della propria condizione esteriore, oggi il mito del corpo sembra stancare inutilmente, imprigionando le espressioni del bello esteriore in una noiosa ripetizione. Si appiattiscono i canoni del gusto. Eva rincorre una bellezza artificiale a tutti i costi. Adamo la guarda .. confuso. Pensiamo che l’arte, in quanto generalmente priva di intenti moralistici, sia il miglior modo di investigare questa realtà. Per questo e’ nata l’idea di presentare questa mostra in cui “il corpo” prende corpo e si manifesta. Sorprendete, surreale, bello…ma soprattutto: interessante. Visivamente Attraente.

B I O G R A F I E A R T I S T I

MAURO ALBERTI

MAURO ALBERTI Nasce a Lonigo in provincia di Vicenza il 06/04/81. Ha partecipato alle seguenti mostre collettive: “Biblioteca artistica” S.Stefano di Zimella (VR) 2001, “Artisti a palazzo” Soave (VR) 2002, “Generazionale” nuove generazioni, Basilica Palladiana, (VI) 2003, “Bottega degli artisti” Soave (VR) 2004, “Imperfetto” Palazzo Ducale, Urbino (PU) 2005, “Artemisia” atelier dell’Arco Amoroso, Piazza del Plebiscito (An) 2006, “OK arte ” Galleria Artelier, (MI) 2007, “miniPersonale” – Galleria Modigliani, (MI) 2007, “Mostra per segnalazione alla biennale di Roma 2007″, Atelier di Roberta Braceschi, (Piacenza), “Art Free” Jelmoni Studio Temp Air Londra 2007, ”Traduzioni” Urbino Palazzo Ducale Sala del Castellare I testi di Lella Mazzoli, Vittorio Sgarbi, Umberto Palestini e Bruno Ceci. Ha tenuto le seguenti personali: Galleria Magritte “Colore e forma” a cura di Patrizia Guadagnin, Thiene (VI) 2002, Villa Clementi “Azione in clementi” a cura del comune di Malo, Malo (VI) 2003, Villa Caldogno “Parte1″ Caldogno (VI) 2004, Sgarro Galleria d’arte “ANEMICA” a cura di Alberto Zanchetta, Lonigo (VI) 2005, Jelmoni Studio “anacroMismi” Piacenza 2007. E’ tra i finalisti del premio “ARTE Mondadori” 2005 e tra gli artisti segnalati al premio “ARTEMISIA” 2006. Partecipa come invitato al catalogo “ARTE” Mondadori 2007. Finalista al premio arteingenua 2008, finalista al Premio Nazionale delle Arti 2008. Laureato con massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Urbino 2008 Vive e lavora a Lonigo in provincia di Vicenza.

MASSIMO ATTARDI

Massimo Attardi nasce a Treviso.
Inizia a lavorare, come fotografo, in una compagnia di danza, e successivamente, come fotografo di moda.
Si trasferisce a Roma dove frequenta la facoltà di scienze politiche; qui entra in contatto con l’ambiente artistico romano.
Nel frattempo, comincia una sua ricerca personale sulla figura umana e sulle antiche tecniche di stampa, in particolar modo sulla “gomma bicromata, usandola su supporti diversi come legno, metallo, vetro, plexiglass, pietra.
Poco tempo dopo viene chiamato dal Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma, per la sua prima mostra, seguono una serie di personali e collettive.
Attualmente utilizza per la realizzazione delle sue opere, la tecnica della “gomma bicromata” su grandi pannelli di legno, partendo da foto da lui realizzate.
Massimo Attardi è un artista che lavora sull’ indistinzione delle tecniche e fa dell’ambiguità che ne deriva la sua cifra stilistica.
Le sue opere, infatti, sono fotografiche ma richiamano decisamente la pittura suggerendo inoltre una connotazione vagamente artificiale. Caratterizza e direi struttura tali lavori una smaccata propensione alla contaminazione: tra le tecniche, come abbiamo visto, ma più profondamente tra i linguaggi, che giocano inoltre tra innovazione e tradizione.
Massimo Attardi scatta dunque le sue foto, e le stampa a contatto su una superficie di legno trattata con una soluzione fotosensibile ai raggi ultravioletti utilizzando un metodo antico, di matrice pittorialista: la gomma bicromata.
Il particolare cromatismo che Attardi riesce a imporre a queste sue foto, deriva da una somma di diversi pigmenti colorati stesi momento dopo momento, strato su strato che accendono la rappresentazione di toni acidi e irreali. Basandosi su tale procedimento Attardi mette in scena e ci restituisce i suoi soggetti privilegiati: nudi e volti di donna, Inquadrate su fondali neutri in studio o ambientate in situazioni urbane, le sue muse affiorano dal campo pittorico e allo stesso tempo ne sono riassorbite, si impongono allo sguardo in modo spudorato oppure si ritraggono pudiche; sono tipologie diverse di donne del nostro tempo, più o meno forti, carnali e sensuali o più eteree e sfuggenti.
Attardi fa i conti con queste identità femminili, subito attratto dalla loro plasticità contorta e scultorea, pulsante di contraddittori caratteri e psicologie. L’attenzione concentrata per questi particolari soggetti non è però centrale, nella ricerca di Attardi, anche se potrebbe apparire per un vago compiacimento estetizzante che emerge a tratti dalle sue raffigurazioni; quello che lo interessa è qualcosa di più complesso come lo è l’analisi e la restituzione, per quanto personale e filtrata dalla sua soggettività, del linguaggio dell’arte che adesso più di ieri si ciba di tante altre forme visive e di riferimenti diversi che mai come oggi avevano dialogato con tanta intensità.
Vive e lavora a Roma, in Via degli Ausoni 3, nell’ex pastificio Cerere.

CESARE BERLINGERI

Cesare Berlingeri è nato nel 1948 a Cittanova (RC) e vive e lavora a Taurianova, sempre in provincia di Reggio Calabria.
Frequentando lo studio del maestro Deleo, si accosta, già da giovanissimo, al mondo della pittura.
Nei primi anni 60′ emigra in Piemonte ed inizia un suo percorso formativo, dapprima come decoratore di chiese, poi come instancabile artista viaggiatore, frequenta atelier e studi di amici artisti in Italia ed in Europa.
negli anni 70′ e’ a Roma dove lavora alle scenografie sia per il teatro che per la televisione. E’ in questi anni che si da ad una sperimentazione artistica d’avanguardia utilizzando vento, pioggia e fuoco per la stesura delle sue opere, nonché materiali come la calce, la cartastraccia e la tela.
Nel 1976 comincia a lavorare alla “spiegazione” e si avvicina agli artisti della Galleria Soligo di Roma: Tano Festa, Mario Schifano, Giulio Turcato,Franco Angeli, Alberto Parres, Nicola Maria Martino, Gianstefano Burattini; ma è con Festa che, pur nell’assoluta diversità, nasce una grande amicizia e si sviluppa una notevole affinità intellettuale.
Dal 1980 al 1986 vive una fase di passaggio tra le istanze concettuali e l’emergere di una riscoperta della materia pittorica.
Tornano le intense collaborazioni con il mondo della scenografia e del teatro; “a teatro”, spiega,” potevo fare dei grandi quadri che si muovevano sul palcoscenico. Ho spinto al massimo la mia tendenza a fare del palcoscenico un quadro dinamico ed ho usato per questa operazione anche i personaggi come pure indicazioni di colore in movimento”.
Dal 1989 al 1995 è docente presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria .A partire dal 1987 l’interesse per il colore e il segno viene esaltato con la realizzazione di grandi dipinti monocromi su tela, con l’aggiunta di pesanti lastre di ferro e superfici spesse di cera vergine su legno e pigmenti allo stato puro.
Ma l’intuizione di piegare tele impregnate di pigmento puro, abbozzate sin dal 1976 in piccole dimensioni, vengono adesso riprese e sviluppate. L’idea delle Piegature nasce da un ricordo della sua infanzia: un piccolo involucro di stoffa nero opaco che sua madre usava tenere al collo come amuleto.
La consacrazione ad artista internazionale accompagna tutto il suo studio dagli anni novanta in poi.
A Padova la Vecchiato New Art Galleries, presenta Vele per nessun mare (2007). I lavori proposti sono sculture, piegature in alluminio dipinte con pasta di smalto. Anche su questo metallo, come precedentemente per il ferro e per il piombo, avviene la ‘transustanziazione” attraverso il particolarissimo uso del colore.
Il 2008 si apre con una serie di personali in Brasile, che vedono, tra l’altro, le opere del maestro esposte nei musei di arte contemporanea di San Paolo e Rio de Janeiro.
SERGIO SALOMONE

Vive e Lavora a Roma. Diplomato al liceo artistico si da ben presto alla pittura partecipando a numerose mostre e congressi.
I suoi primi dipinti rappresentano fresche ed originali figurazioni che fanno breccia nella memoria collettiva italiana. Colorate Fiat Cinquecento e Vespa rappresentano i primi riuscitissimi soggetti. Notato dalla testata giornalistica della R.A.I. rilascia interviste per la rubrica artistica del TG 2.
Progressivamente e contemporaneamente si affianca alla fotografia che diventa il suo lavoro ed il suo principale mezzo espressivo.

2003 Diplomato al Primo liceo artistico di Roma.

GEN 2003 Partecipa alla mostra collettiva “La Quinta Stagione” presso la galleria
“Il Triangolo Verde” di Roma.

2004 Inizia la collaborazione con la galleria “De Nisi” di Roma e Caserta
grazie alla quale le sue opere sono in esposizione nelle maggiori fiere d’ arte
in Italia e all’ estero.

LUG 2004 Collabora con “ The Gallery of European Artists” di Edimburgo.

LUG 2006 Collabora con la casa editrice “Iris4” per la realizzazione del libro
“Viaggio nell’Anima” di Flavio D’Ambrosi e Barbara Dalla Pietra con un’
opera della “Serie 500” in copertina.

OTT 2006 Partecipa al “V Concorso di Pittura Città di Fondi” con l’ opera
“Ti Desidero” entrando tra i finalisti e selezionato per il catalogo.

NOV 2006 Partecipa alla III edizione del “Premio Celeste” con l’ opera
“Ne Rimasi Subito Sorpresa” conseguendo la selezione per il catalogo.

2007 inizia l’ attività di foto-giornalismo presso l’ agenzia “Margophoto” di Roma.

APR 2007 Partecipa alla collettiva “SLOT” con la quale si concretizza l’azione del
“Gruppo Bodoni” presso la “Galleria Stella” di Roma.

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